Rateazione dei debiti INPS: dal 2026 fino a 60 rate per le imprese

Cosa cambia con le nuove regole INPS

La novità principale riguarda la possibilità di ottenere una rateazione più lunga rispetto al precedente sistema.

In particolare, il nuovo regolamento prevede: Importo del debitoNumero massimo di rateFino a 500.000 euro36 rate mensiliOltre 500.000 euro60 rate mensili

La concessione della dilazione presuppone una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria e riguarda le esposizioni debitorie non ancora affidate agli agenti della riscossione.

Non si tratta quindi di una possibilità automatica: la situazione del contribuente deve essere valutata secondo i criteri previsti dal regolamento INPS.

Quali debiti possono essere rateizzati?

La nuova disciplina riguarda i debiti per contributi e accessori di legge che si trovano ancora nella fase amministrativa.

È quindi fondamentale distinguere tra:

  • debiti ancora gestiti dall'INPS in fase amministrativa;
  • debiti già affidati agli agenti della riscossione.

La nuova procedura INPS non deve essere confusa con le procedure di rateazione relative a somme già affidate alla riscossione.

L'INPS precisa inoltre che il contribuente deve presentare un'unica domanda di dilazione, comprendendo tutti i debiti contributivi in fase amministrativa maturati nei confronti delle gestioni amministrate dall'Istituto.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente online, attraverso il Cassetto previdenziale del contribuente.

Durante la procedura devono essere allegati gli appositi moduli:

  • SC106, per le gestioni contributive diverse dal lavoro domestico;
  • SC80, per il lavoro domestico.

La procedura telematica rappresenta quindi il passaggio fondamentale per chiedere all'INPS la concessione del piano di rientro.

Un esempio pratico

Immaginiamo una società che abbia una posizione debitoria INPS in fase amministrativa pari a 120.000 euro e che si trovi in una temporanea situazione di difficoltà finanziaria.

In presenza dei requisiti previsti, la società può chiedere una rateazione fino a 36 rate mensili.

Diversamente, per un'esposizione superiore a 500.000 euro, il nuovo regolamento consente di arrivare fino a 60 rate mensili.

Il numero massimo di rate non significa però che ogni domanda venga automaticamente concessa per il periodo massimo: la domanda viene valutata dall'INPS secondo le condizioni previste dal regolamento.

Quanto costa la rateazione?

La rateazione non è priva di costi.

Per le rateizzazioni presentate dal 28 marzo 2026, il tasso di interesse applicato alla regolarizzazione rateale dei debiti contributivi è pari al 4,15% annuo.

Prima di presentare la domanda è quindi opportuno effettuare una simulazione del piano, verificando:

  1. importo complessivo del debito;
  2. numero di rate richiesto;
  3. interessi applicati;
  4. importo delle singole rate;
  5. sostenibilità del piano per l'impresa.

Attenzione: non bisogna aspettare che il debito diventi più grave

Uno degli errori più frequenti consiste nel rinviare la gestione della posizione contributiva fino a quando il debito non viene affidato alla riscossione.

La nuova disciplina è particolarmente importante proprio perché consente di intervenire quando il debito è ancora nella fase amministrativa.

Per un'impresa in difficoltà finanziaria è quindi consigliabile effettuare tempestivamente:

  • controllo del Cassetto previdenziale;
  • verifica delle esposizioni contributive;
  • riconciliazione con i versamenti effettuati;
  • controllo di eventuali note di rettifica o debiti non corretti;
  • valutazione della possibilità di rateizzazione;
  • predisposizione della documentazione necessaria.

Chi è interessato?

La disciplina può interessare, tra gli altri:

  • società;
  • ditte individuali;
  • datori di lavoro;
  • professionisti e altri soggetti con contribuzione INPS;
  • datori di lavoro domestico, secondo la specifica procedura prevista.

L'INPS conferma infatti la possibilità di richiedere la rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa anche per i datori di lavoro domestico.

C'è una scadenza per presentare la domanda?

Non è prevista una scadenza annuale generalizzata analoga a quella di un normale adempimento fiscale.

La domanda va valutata e presentata in relazione alla situazione debitoria concreta e soprattutto prima che la posizione venga affidata alla riscossione, quando la procedura INPS in fase amministrativa è ancora applicabile.

Il regolamento prevede inoltre che il procedimento, comprensivo del termine assegnato per il pagamento della prima rata, si concluda entro 20 giorni di calendario dalla presentazione della domanda.

La novità interessa anche i piani già esistenti?

Sì, ma occorre distinguere le diverse situazioni.

Il nuovo regolamento si applica alle domande presentate dalla pubblicazione della circolare INPS n. 60/2026 e, in determinate condizioni, anche alle domande presentate dal 12 gennaio 2025 ancora in corso alla data di pubblicazione della circolare.

Per i piani interessati dalla disciplina transitoria era prevista la possibilità di chiedere la rideterminazione del numero delle rate entro 30 giorni dalla pubblicazione della circolare.

Si tratta quindi di una disposizione particolarmente importante anche per chi aveva già una posizione rateizzata.

Gli errori da evitare

1. Confondere debito INPS e cartella già affidata alla riscossione

La nuova procedura riguarda principalmente i debiti ancora in fase amministrativa.

2. Presentare la domanda senza verificare l'intera posizione

L'INPS prevede un'unica domanda comprendente i debiti contributivi in fase amministrativa delle diverse gestioni interessate.

3. Considerare automaticamente concessa la rateazione

La possibilità di arrivare a 36 o 60 rate rappresenta il limite massimo previsto, non un diritto automatico alla concessione del numero massimo di rate.

4. Non controllare eventuali errori nella posizione contributiva

Prima di chiedere una dilazione è sempre opportuno verificare che gli importi richiesti dall'INPS siano effettivamente dovuti.

5. Ignorare la contribuzione corrente

La rateizzazione del debito pregresso non deve diventare un motivo per accumulare ulteriori contributi non pagati. La gestione della posizione corrente deve essere valutata insieme al piano di rientro.

Cosa dovrebbe fare oggi un'impresa con debiti INPS

Per un'azienda che sta attraversando una difficoltà finanziaria, il percorso consigliabile è:

1. Verificare la posizione INPS
Controllare il Cassetto previdenziale e individuare l'esposizione effettiva.

2. Separare debiti contestabili e debiti effettivamente dovuti
Eventuali errori o anomalie devono essere verificati prima di procedere.

3. Controllare lo stato della riscossione
È essenziale capire se il debito è ancora in fase amministrativa oppure è già stato affidato alla riscossione.

4. Simulare il piano
Valutare il numero di rate e l'effettivo impatto finanziario mensile.

5. Predisporre la domanda
La richiesta viene presentata telematicamente tramite il Cassetto previdenziale del contribuente, con la documentazione prevista.

6. Verificare la sostenibilità del piano
Una rateazione è utile soltanto se l'impresa riesce a rispettare regolarmente sia le rate sia gli obblighi contributivi correnti.

Una possibilità importante per la gestione finanziaria dell'impresa

La nuova disciplina rappresenta uno strumento che può essere particolarmente utile per evitare che una difficoltà temporanea di liquidità si trasformi in una situazione contributiva più complessa.

Il punto fondamentale è intervenire tempestivamente: conoscere l'esposizione, verificare la correttezza dei dati e valutare la rateizzazione prima che la posizione venga trasferita alla fase di riscossione.

Per questo la gestione dei debiti INPS dovrebbe essere inserita nella normale attività di controllo finanziario e previdenziale dell'impresa.

Il supporto dello Studio Commercialista Lainó

Lo Studio Commercialista Lainó può assistere imprese, professionisti e datori di lavoro nella verifica della posizione contributiva, nell'analisi dei debiti INPS e nella valutazione della soluzione più adatta per la regolarizzazione della posizione.

Non aspettare che una difficoltà temporanea di liquidità diventi un problema più grande: una verifica tempestiva può fare la differenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo campo è obbligatorio

Questo campo è obbligatorio

Questo campo è obbligatorio

Si è verificato un errore nell'invio del messaggio. Si prega di riprovare.

Controllo di sicurezza

Codice Captcha non valido. Riprovare.

©Copyright. Tutti i diritti riservati.

Information icon

Abbiamo bisogno del vostro consenso per caricare le traduzioni

Per tradurre i contenuti del sito web utilizziamo un servizio di terze parti che potrebbe raccogliere dati sulla vostra attività. Si prega di rivedere i dettagli nell'informativa sulla privacy e accettare il servizio per vedere le traduzioni.