Premi di produttività 2026: detassazione all’1% fino a 5.000 euro

Premi di produttività 2026: cosa cambia

Il 2026 porta una novità particolarmente importante per imprese e lavoratori dipendenti del settore privato: sui premi di risultato e sulle somme corrisposte a titolo di partecipazione agli utili d'impresa, quando ricorrono i requisiti previsti dalla normativa, si applica un'imposta sostitutiva dell'1%, anziché la precedente aliquota del 5%.

La Legge di Bilancio 2026 ha inoltre innalzato a 5.000 euro lordi il limite complessivo entro il quale può essere applicata la tassazione agevolata.

La misura riguarda i premi e le somme di partecipazione agli utili erogati negli anni 2026 e 2027.

Per le aziende si tratta di un'opportunità che può essere utilizzata nell'ambito della contrattazione aziendale o territoriale per collegare una parte della retribuzione al raggiungimento di determinati risultati.

Che cos'è un premio di produttività

Il premio di produttività, o premio di risultato, è una componente variabile della retribuzione collegata al raggiungimento di determinati obiettivi.

Gli obiettivi possono riguardare, ad esempio:

  • aumento della produttività;
  • miglioramento della redditività;
  • incremento della qualità;
  • maggiore efficienza;
  • innovazione;
  • riduzione di determinati costi o tempi;
  • miglioramento dell'organizzazione del lavoro.

Non si tratta quindi semplicemente di un bonus che l'azienda decide liberamente di riconoscere al dipendente.

Per poter beneficiare della tassazione agevolata è necessario che il premio sia collegato a un sistema di obiettivi e indicatori previsto dalla contrattazione collettiva applicabile.

Il Ministero del Lavoro ricorda infatti che la disciplina è collegata ai contratti aziendali e territoriali depositati attraverso l'apposita procedura telematica.

Quanto si paga nel 2026

La principale novità riguarda l'aliquota dell'imposta sostitutiva.

Per i premi agevolabili erogati nel 2026 e nel 2027:

Imposta sostitutiva: 1%

Limite massimo agevolabile: 5.000 euro lordi

La tassazione sostitutiva si applica in luogo dell'IRPEF e delle relative addizionali regionale e comunale sulle somme che rispettano tutti i requisiti previsti.

È importante, quindi, non confondere il limite di 5.000 euro con un bonus fiscale riconosciuto automaticamente a tutti i dipendenti: si tratta del limite entro il quale può trovare applicazione il regime agevolato sui premi che possiedono i requisiti richiesti.

Chi può beneficiare della detassazione

La disciplina interessa i lavoratori dipendenti del settore privato che rispettano i requisiti previsti dalla normativa.

Tra le condizioni rilevanti rientra il limite di reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente, fissato a 80.000 euro.

La soglia deve essere verificata con riferimento al reddito di lavoro dipendente dell'anno precedente a quello di applicazione dell'agevolazione.

Sono interessati sia i lavoratori con contratto a tempo determinato sia quelli con contratto a tempo indeterminato, purché siano rispettate le condizioni previste.

Non basta chiamarlo "premio"

Uno degli aspetti più importanti per le imprese riguarda la corretta impostazione del premio.

Non è sufficiente inserire in busta paga una voce denominata semplicemente "premio produttività" per poter applicare automaticamente l'aliquota dell'1%.

Il premio deve essere riconducibile alla disciplina prevista dalla normativa sulla detassazione dei premi di risultato e deve rispettare le condizioni previste dalla contrattazione collettiva.

In particolare, il contratto deve prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione.

Gli indicatori devono consentire di verificare concretamente il raggiungimento degli obiettivi stabiliti

Il contratto aziendale o territoriale

Per applicare correttamente il regime agevolato è quindi fondamentale verificare l'esistenza del presupposto contrattuale.

Il premio può essere previsto attraverso:

  • un contratto collettivo aziendale;
  • un contratto collettivo territoriale.

Il Ministero del Lavoro gestisce una specifica procedura telematica per il deposito dei contratti aziendali e territoriali che prevedono premi di risultato e partecipazione agli utili.

Il deposito costituisce quindi un passaggio essenziale nella gestione della detassazione.

Deposito telematico: attenzione all'adempimento

Il deposito dei contratti avviene attraverso la procedura telematica predisposta dal Ministero del Lavoro.

La disciplina prevede il deposito del contratto entro 30 giorni dalla sottoscrizione, secondo le modalità stabilite dalla normativa.

È quindi opportuno che l'azienda non aspetti il momento dell'erogazione del premio per verificare la correttezza della documentazione.

La procedura deve essere impostata preventivamente, verificando:

  1. contenuto dell'accordo;
  2. soggetti firmatari;
  3. periodo di validità;
  4. obiettivi;
  5. indicatori;
  6. modalità di calcolo del premio;
  7. deposito telematico;
  8. corretta applicazione fiscale in busta paga.

Il Ministero conferma che il deposito dei contratti di secondo livello avviene esclusivamente in modalità telematica.

Un esempio pratico

Un'azienda sottoscrive un contratto aziendale che prevede un premio di risultato collegato al raggiungimento di determinati obiettivi di produttività.

Nel 2026 un dipendente matura un premio di 4.000 euro lordi.

Se sono rispettate tutte le condizioni previste dalla normativa e il lavoratore rientra nei requisiti reddituali, il premio può essere assoggettato all'imposta sostitutiva dell'1%.

In termini puramente fiscali, l'imposta sostitutiva sul premio di 4.000 euro sarebbe pari a:

4.000 × 1% = 40 euro

Il calcolo rappresenta esclusivamente l'imposta sostitutiva e non deve essere confuso con il netto effettivamente percepito dal lavoratore, che dipende anche dagli altri elementi fiscali e contributivi applicabili.

E se il premio supera 5.000 euro?

Il limite di 5.000 euro riguarda l'importo complessivo agevolabile.

Di conseguenza, se un lavoratore riceve un premio di risultato superiore a tale importo, non significa che l'intero premio possa essere tassato all'1%.

La parte che eccede il limite segue il regime fiscale ordinario previsto dalla normativa.

Per questo motivo, nella gestione delle paghe è importante verificare annualmente il totale delle somme agevolabili percepite dal lavoratore.

Premi di produttività e welfare aziendale

La contrattazione di secondo livello può prevedere anche misure di welfare aziendale.

Il report del Ministero del Lavoro al 15 settembre 2026 evidenzia che, sui 17.936 contratti di produttività attivi, ben 11.940 prevedono misure di welfare aziendale.

Questo dimostra come la contrattazione aziendale possa essere utilizzata non soltanto per stabilire un premio economico, ma anche per costruire sistemi più articolati di incentivazione e welfare.

La disciplina fiscale, tuttavia, non è identica per tutte le forme di welfare e per tutti i premi: ogni componente deve essere verificata sulla base delle specifiche norme fiscali applicabili.

Perché il 2026 è particolarmente interessante per le imprese

La riduzione dell'imposta sostitutiva all'1% rende particolarmente rilevante la possibilità di strutturare correttamente sistemi di premio collegati a risultati misurabili.

Il vantaggio non consiste semplicemente nell'erogare un bonus.

L'azienda deve costruire un sistema coerente tra:

obiettivi → indicatori → risultati → premio → corretta gestione fiscale e contributiva.

Una corretta progettazione consente inoltre di collegare la componente variabile della retribuzione alle effettive performance aziendali.

I numeri del 2026

I dati più recenti pubblicati dal Ministero del Lavoro fotografano una diffusione significativa dello strumento.

Al 15 settembre 2026 risultano:

  • 17.936 contratti di produttività attivi;
  • 4.827.721 lavoratori coinvolti;
  • 1.799,26 euro di premio medio annuo;
  • 15.521 contratti aziendali;
  • 2.415 contratti territoriali;
  • 11.940 contratti con misure di welfare aziendale.

Il 46% dei contratti attivi riguarda imprese con meno di 50 dipendenti.

Il dato è particolarmente interessante per le piccole e medie imprese, che rappresentano una componente significativa dei contratti attivi.

Cosa deve fare concretamente un'azienda

Un'impresa interessata a introdurre un premio di produttività dovrebbe procedere con una verifica preliminare.

1. Verificare il contratto collettivo applicato

Occorre verificare il CCNL e la possibilità di utilizzare la contrattazione aziendale o territoriale.

2. Definire gli obiettivi

Gli obiettivi devono essere chiari, misurabili e collegati agli indicatori previsti dall'accordo.

3. Predisporre l'accordo

L'accordo deve disciplinare modalità, criteri, periodo di riferimento e condizioni di maturazione del premio.

4. Effettuare il deposito telematico

Il contratto deve essere depositato secondo la procedura prevista dal Ministero del Lavoro.

5. Verificare i requisiti dei lavoratori

Per ciascun dipendente interessato occorre verificare anche il requisito reddituale previsto dalla normativa.

6. Gestire correttamente la busta paga

Una volta maturato il premio, occorre applicare correttamente il regime fiscale agevolato, verificando anche il limite complessivo di 5.000 euro.

In sintesi

Nel 2026 la disciplina dei premi di produttività offre alle imprese uno strumento importante per collegare una parte della retribuzione al raggiungimento di risultati concreti.

La novità principale è rappresentata dall'imposta sostitutiva dell'1%, applicabile sui premi di risultato e sulle somme di partecipazione agli utili che rispettano i requisiti previsti, entro il limite complessivo di 5.000 euro lordi.

L'agevolazione, però, non è automatica.

Per poter applicare correttamente il regime fiscale agevolato è necessario verificare la contrattazione applicabile, la struttura del premio, gli indicatori previsti, il deposito dell'accordo e i requisiti del lavoratore.

Per questo motivo la fase di progettazione dell'accordo è importante quanto la successiva gestione in busta paga.

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